• Redazione RekUp

Deep fakes: la nuova era delle fake news?

Aggiornato il: 8 nov 2018

Era il 2016 quando la parola "post-verità" (per la precisione il suo omologo inglese "post-truth") veniva nominata come parola dell'anno 2016 dall'Oxford Dictionary. Erano appena terminate le elezioni USA che avevano visto Donald Trump trionfare su Hillary Clinton e il referendum che aveva decretato la Brexit nel Regno Unito. Entrambi gli avvenimenti hanno profondamente influenzato la politica dei nostri tempi; entrambi gli avvenimenti sono stati circondati da un dibattito accesissimo in cui spesso l'interesse delle parti coinvolte era, più che comunicare la verità, divulgare versioni dei fatti strumentali alla propria causa. Ecco che il termine post-verità, coniato da Steve Tesich nel 1992, tornava ad essere di grande attualità. Esso è usato per descrivere "una serie di circostanze nelle quali i fatti oggettivi sono meno influenti nella formazione dell'opinione pubblica rispetto ad appelli all'emozione e alle credenze personali." A questa definizione, piuttosto generica, possiamo ricollegare il ben più celebre concetto di fake news, una notizia costruita o manipolata con il preciso scopo di favorire una specifica parte politica, trarre un vantaggio economico, gettare fango sugli oppositori. Questo termine è entrato a far parte del nostro quotidiano, del dibattito politico, dei telegiornali. La buona notizia è che le fake news sono relativamente facili da individuare. La cattiva è che presto potrebbero esserlo molto meno. Buzzfeed ha recentemente pubblicato questo video:



Nella clip si vede l'ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama intento a fare un discorso. Ma ben presto ci si accorge che qualcosa non va: le sue parole non assomigliano certo a quelle che un personaggio del suo calibro userebbe. Infatti ben presto viene svelato l'inghippo: la voce di "Obama" è in realtà quella di un imitatore, l'attore Jordan Peele, mentre il viso dell'ex presidente è in realtà una rappresentazione (pressoché indistinguibile dalla realtà) generata da un software. Si chiamano deepfakes, e sono video generati da software specifici, basati su machine learning e AI. Questi software sono in grado, sovrapponendo immagini esistenti del personaggio ad un video, di creare risultati come quelli visti nella clip. Notoriamente, tali software sono stati usati per generare filmati pornografici posticci con il volto di note attrici del grande schermo. Fortunatamente, al giorno d'oggi i deepfakes sono ancora facilmente distinguibili dai video originali, ma c'è da aspettarsi che con il costante miglioramento di software e algoritmi sarà sempre più complicato riconoscerli. Il consiglio in questo senso può essere solo uno, e ci viene dato proprio da Jordan Peele/Barack Obama: "Stay woke, b-----s".


"Bisogna essere in due perché la verità nasca: uno per dirla e l'altro per ascoltarla." (Henry David Thoreau)

ABOUT REKUP

 RekUp è un blog tematico che fornisce aggiornamenti su tecnologia, business, digital world, eventi.
Powered by Rekordata 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

 Vuoi ricevere i nostri aggiornamenti direttamente nella tua inbox? Lasciaci la tua mail!

 

I tuoi dati sono al sicuro. Non facciamo spam. Ti preghiamo di prendere visione della nostra privacy policy, disponibile a questo link