• Redazione RekUp

Un quadro dipinto da un'intelligenza artificiale è stato venduto a 432.500$

Il mondo dell'arte e della creatività è per definizione qualcosa di strano e difficilmente definibile. Un'opera d'arte, al giorno d'oggi, raramente è valutata rispetto alla sua bellezza, bensì in base al significato che assume, alla sua capacità di ridefinire concetti e schemi di pensiero, di simboleggiare e rappresentare efficacemente i cambiamenti della nostra società. Ricordate il caso della tela di Banksy venduta all'asta e poi squarciata da un meccanismo nascosto nella cornice? Secondo vari esperti, la tela fatta a pezzi potrebbe avere un valore doppio rispetto a quella integra. Perché Banksy, distruggendo la sua opera, ha innescato in tutti noi riflessioni sul valore dell'arte, del denaro, sulla fugacità di ciò che possediamo. Il video dell'asta è stato rilanciato in tutto il mondo, ha ispirato commenti, parodie, dibattiti, ha smosso le coscienze. In questo sta il valore di quest'opera che, nel concreto, non è nient'altro che un pezzo di tela squarciato. Possiamo immaginare che un ragionamento molto simile a questo sia stato fatto dall'anonimo compratore che si è aggiudicato a un'asta della prestigiosa Christie's, per la cifra di 432.500 dollari, un quadro elaborato e dipinto interamente da un'intelligenza artificiale.



Il dipinto, Portrait of Edmond Belamy, è stato realizzato da un software gestito dal collettivo d'arte Obvious, sito a Parigi. I ragazzi di Obvious si definiscono come "un collettivo di amici, artisti, e ricercatori, guidati da una sensibilità comune riguardante questioni legate al crescente avvento dell'Intelligenza Artificiale e del Machine Learning." Nell'angolo in basso a destra del dipinto è presente una firma. Ma come potrebbe firmarsi un'artista senza nome e cognome e senza neanche un'identità ben definita? Ovviamente con un algoritmo: nello specifico proprio quello usato per comporre il quadro.



Sul sito di Obvious campeggia in bella mostra una celebre frase di Picasso:

"I computer sono inutili. Sanno solo dare risposte."

I membri del collettivo d'arte francese sembrano felici di averlo (in parte) smentito. Ma se guardiamo la descrizione del quadro, emerge anche una certa consapevolezza dei problemi morali ed etici connessi all'intelligenza artificiale:


"Le ombre dei problemi della complessità risvegliati dalla famiglia mi tormentano. Tutto era così semplice ai vecchi tempi..."

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